Viral Marketing
(Marketing virale)
Sostenibilità delle parole
Simile e diverso
Simile
-
Buzz Marketing: insieme di operazioni di marketing non convenzionale volte ad aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto o un servizio e, conseguentemente, ad accrescerne la notorietà e la buona reputazione.
-
Referral marketing: iniziativa del passaparola progettata da un'azienda per incentivare i clienti esistenti a presentare la propria famiglia, i propri amici e i propri contatti affinché diventino nuovi clienti.
Diverso
-
Clickbait: contenuti creati per ottenere clic con titoli fuorvianti.
-
Marketing One-to-One: strategie personalizzate per il singolo consumatore (es. email marketing).
Collegato a
-
Social media marketing: spesso i social sono il mezzo principale per la diffusione virale.
-
Influencer marketing: gli influencer, grazie al numero elevato di follower sui social media, possono accelerare la viralità di un contenuto.
- Meme marketing: i meme sono una delle forme più comuni di viral marketing.
Per approfondire
-
Made to Stick: Why Some Ideas Survive and Others Die di Chip Heath e Dan Heath, Random House USA Inc., 2010: Il libro approfondisce il concetto di "stickiness" di Malcolm Gladwell, spiegando cosa rende un'idea memorabile. I fratelli Heath usano storie e casi di studio per illustrare principi generali in modo coinvolgente.
-
Contagioso. Perché un'idea e un prodotto hanno successo e si diffondono. di Jonah Berger, ROI Edizioni, 2021: esplora perché alcune idee diventano virali mentre altre falliscono, analizzando il potere del passaparola. Attraverso studi scientifici e storie reali, identifica sei caratteristiche chiave della contagiosità e fornisce strategie per creare prodotti e messaggi di successo.
In pratica
-
“Dumb Ways to Die” Metro Trains (2012): campagna di sicurezza ferroviaria australiana che, attraverso un video musicale animato, ha ottenuto milioni di condivisioni e una riduzione del 20% degli incidenti correlati.
-
Il caso Ice Bucket Challenge (2014): un esempio di campagna virale lanciata da ALS Association che ha sensibilizzato sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA), raccogliendo oltre 100 milioni di dollari in tutto il mondo.
-
Netflix “Siete insetti” (2024): per pubblicizzare l’uscita di una nuova serie SCI-FI sulla piattaforma, Netflix ha deciso di “hackerare” i tabelloni degli arrivi e delle partenze, nelle più grandi stazioni italiane. L’avvenimento è stato condiviso dagli utenti increduli e anche un po’ spaventati sui social, generando 25 milioni di impression sui social e più di 3000 meme creati dagli utenti.
Curiosità
-
Il termine "viral marketing" è stato utilizzato per la prima volta in ambito pubblicitario nel 1995 dal team strategico di Chiat/Day per il lancio della prima PlayStation di Sony Computer Entertainment. La questione dell'origine del termine "viral marketing" è tuttavia oggetto di dibattito. Altre fonti indicano che il termine è stato coniato nel 1997 dai venture capitalist Steve Jurvetson e da Tim Draper per descrivere la rapida diffusione di Hotmail. Inoltre, un articolo del 1996 di Jeffrey Rayport intitolato "The Virus of Marketing" ha contribuito alla popolarizzazione del concetto.
-
Uno studio della Wharton School ha rivelato che le emozioni forti (sorpresa, gioia, indignazione) aumentano significativamente la probabilità di viralità. Analizzando circa 7.000 articoli del New York Times, e quelli che suscitavano emozioni forti avevano maggiori probabilità di essere condivisi.