la Intervista

Elisa Chiodo

Designer e strategist

Icon calendario 01/10/2025
Icon orologio 5 minuti
Ho un background eterogeneo che abbraccia l’insegnamento, la ricerca accademica e consulenza per agenzie di comunicazione. Design è  motore di cambiamento;  amo immaginare scenari futuri, affrontare sfide e tradurre idee in visualizzazioni potenti e coinvolgenti. Mi definisco una designer “ibrida”, utilizzo strumenti provenienti dal design della comunicazione, dei servizi e dal business design, e mi piace costruire ponti tra discipline diverse, interpretando e traducendo differenti linguaggi del progetto.

Nel 2013 ho conseguito un dottorato di ricerca con Lode presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano. Durante il mio percorso di dottorato, ho collaborato con il MobileLife Research Centre (Stockholm University), concentrandomi su service e interaction design, e con metaLAB (Harvard University) nell’ambito delle digital humanities.

Dal 2016 lavoro presso Domus Academy, dove ricopro il ruolo di Course Leader nelle aree branding e business. Sono inoltre responsabile del Master in Design Leadership & Strategy. Accanto al mio ruolo accademico, curo e organizzo talk e studio visit con designer e artisti con Cecilia Melli per il capitolo milanese di The Design Kids.  
Immagine Elisa Chiodo
  1. "Nel panorama attuale, dove i consumatori sono sempre più selettivi, come si traduce un'identità visiva forte in un vantaggio competitivo tangibile per l'azienda?"

    In un mercato sempre più selettivo, un’identità visiva forte è un vantaggio competitivo perché rende visibile e coerente la proposta di valore dell’azienda. Oggi i consumatori si legano sempre più a universi valoriali ed etici, spesso anche indipendenti dal prodotto stesso. L’identità visiva traduce questi messaggi in modo riconoscibile, costruendo connessioni autentiche e differenziando il brand.

  2. "Quali sono gli elementi chiave che trasformano un'identità visiva da semplice esercizio estetico a vero e proprio asset strategico per il business?"

    Ricollegandoci alla risposta precedente, il vero vantaggio competitivo sta nel portare l’identità valoriale dell’azienda su tutti i livelli: non solo come esercizio di comunicazione, ma come fondamento del modello di business e dei processi produttivi. È così che si crea un ecosistema solido, coerente e credibile. Lo dimostrano brand come Patagonia, ma anche realtà più tradizionali che oggi investono nella rigenerazione dei propri modelli, andando oltre la sola comunicazione ‘sostenibile’ e trasformando il sistema alla radice.

  3. "Come si può misurare concretamente l'impatto di un'identità visiva sul ROI aziendale? Quali metriche suggerisci di monitorare?"Si valuta osservando l’impatto sulla reputazione del brand, sul livello di coinvolgimento del pubblico e sulla capacità di trasformare l’interesse in azione. Un’identità visiva efficace genera valore quando riesce a essere riconoscibile, comprensibile e apprezzata nel tempo.

  4. "Nella tua esperienza, qual è stato il progetto di visual branding più sfidante in cui l'identità visiva ha contribuito significativamente al successo commerciale del cliente? Puoi condividere qualche dettaglio?"

    Tendo a considerare più sfidanti quei progetti che riescono a unire obiettivi strategici e commerciali con responsabilità etiche, sociali e ambientali. È stimolante accompagnare gli studenti in percorsi progettuali nati da zero, che affrontano temi attuali come la sostenibilità in modo critico e profondo, trasformandoli in soluzioni concrete e lanciabili sul mercato. Altre volte lavoriamo con brand noti, come Ferrari, sfidandoli ad esplorare nuovi bisogni e mercati attraverso servizi innovativi. In questi casi, la narrazione visiva gioca un ruolo chiave. Un esempio significativo è stato il progetto con il Comune di Milano sul tema dell’aria pulita, dove comunicazione visiva e progettazione di servizi si sono integrate per attivare un dialogo reale con i cittadini tramite canali multicanale e non convenzionali.

  5. "In un mercato in continua evoluzione, come si può assicurare che l'identità visiva di un brand rimanga rilevante nel tempo mantenendo al contempo il suo valore economico?"

    L’identità visiva resta rilevante se sa aggiornare il proprio linguaggio, evolversi nei codici visivi e nei canali, restando coerente con i propri valori. Il messaggio resta centrale: chi progetta comunicazione ha la responsabilità di ascoltare, osservare e capire chi ha di fronte, per instaurare un dialogo autentico. Trovare il linguaggio giusto e il mezzo adatto è fondamentale, perché ogni dialogo è fatto di scambio, e l’ascolto è il suo punto di partenza.